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Legge
Gasparri: il futuro della televisione
di Vincenzo Frenda
Ciampi ci deve aver riflettuto per bene prima di prendere
questa decisione. Ma dalle motivazioni ben circostanziate
e illustrate articolo per articolo non sembra essere mai stato
intenzionato a controfirmare la cosiddetta legge Gasparri.
A dire il vero il provvedimento di riassetto del sistema radio-televisivo
ed editoriale in senso più esteso non era piaciuto
nemmeno ad esperti e politologi come Giovanni Sartori e Sabino
Cassese, che dalle colonne del Corriere della Sera avevano
immediatamente criticato il sistema di norme che vogliono
traghettare la televisione analogica verso il digitale, ma
buttando nel calderone anche tutta la complicata serie di
norme che devono regolare l’accesso alle risorse e il
problema dell’anti-trust.
L’epocale legge di riassetto del sistema radiotelevisivo
ha avuto un percorso difficile, anche a causa dei malumori
che ha creato all’interno della maggioranza di governo.
Ora il parlamento può riapprovare la legge così
com’è e allora Ciampi sarà costretto a
controfirmarla o si potranno apporre delle modifiche nella
direzione illustrata dal Presidente della Repubblica; in ogni
caso la legge subirà un forte ritardo nell’entrata
in vigore.
Cavilli di legge a parte, il riassetto non convince perché
il cosiddetto SIC (sistema integrato delle comunicazioni)
che raccoglie il paniere delle risorse editoriali, annacqua
i limiti antitrust e permette, dove si contesta una eccessiva
concentrazione di imprese editoriali, a nuovi soggetti legati
alla carta stampata di acquistare nuovi canali televisivi
a partire dal 2009.
Lascia inoltre perplessi il futuro disegnato per la Rai, giustamente
compressa fra i vincoli di servizio pubblico e destinata ad
una strana privatizzazione che passi sotto il controllo parlamentare
che i suoi vertici continueranno ad avere. In sostanza si
avranno molti canali in più, anche se questo non basta
a garantire maggiore pluralismo se si da la possibilità
di creare nuove concentrazioni, anche se l’ampliamento
della gamma dei canali a disposizione è un presupposto
irrinunciabile per un futuro che vada oltre il duopolio Rai-Mediaset.
Infine è da ricordare che la legge Gasparri, permetterà
di aggirare il provvedimento della Corte Suprema che aveva
disposto il trasferimento di Rete4 sul satellite obbligatorio
dal primo gennaio 2004, se verrà riapprovata in tempi
record, cosa che appare molto difficile, vedremo se interverrà
un decreto a mettere una pezza anche su questo.
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